Parte 2: Strategia a freddo

Parte 3: La trappola si chiude

Nelle tre settimane successive, Julián mise in atto il suo piano con precisione chirurgica.

Mentre Renata si riprendeva a casa, impegnata a mandare messaggi a Tomás e a fare grandi progetti per la location del suo evento, Julián smantellò silenziosamente la loro vita insieme. Chiuse il loro conto corrente cointestato, trasferendo i suoi risparmi personali su un nuovo conto individuale. Cancellò le carte di credito secondarie che le aveva fornito per le spese aziendali. Parlò persino con l'appaltatore che lei aveva ingaggiato per la location e ritirò formalmente la sua firma come garante finanziario.

Renata era così assorbita dalla sua relazione segreta con Tomás che non si accorse dei sottili cambiamenti. Scambiò la silenziosità di Julián per la sua solita natura laboriosa.

Un giovedì sera piovoso, esattamente un mese dopo l'incidente in ospedale, Renata scese al piano di sotto aspettandosi la cena. Invece, trovò la sala da pranzo completamente vuota.

Tutti i suoi cataloghi di organizzazione eventi, i campioni di tessuto e i preventivi per le location – che avevano ingombrato il tavolo per tre anni – erano ordinatamente riposti in scatole di cartone accatastate contro il muro.

A capotavola, in legno lucido, sedeva Julián, in abito scuro. Accanto a lui sedeva Mauricio Salcedo. Sul tavolo c'era una sottile cartella bianca.

"Julián? Cos'è tutta questa roba?" chiese Renata, lasciandosi sfuggire una risata nervosa. "Perché le mie cose sono in scatole?"

"Siediti, Renata," disse Julián a bassa voce.

Renata lanciò un'occhiata a Mauricio, percependo l'improvviso e gelido cambiamento di temperatura nella stanza. "Julián, mi stai spaventando. Cosa sta succedendo?"

"La linea di credito è stata rifiutata," disse Julián, guardandola dritto negli occhi. "E così anche il resto della mia vita con te."