Quando finalmente arrivò il momento della luna di miele, continuavo a trovare scuse.
Poi salii su un aereo e scoprii che Rita era seduta di fronte a me in business class.
"Rilassati", mi disse Rick. "Potrebbe essere divertente."
"Per chi?" chiesi.
Prima che potessi rispondere, Rita si sporse in avanti sul sedile.
"Ho portato dei giochi di carte!"
Avrei voluto sparire.
Il resort a Santa Lucia era stupendo.
Ville private.
Vista sull'oceano.
Palme che ondeggiavano nella brezza.
Il tipo di posto che le coppie sognano per anni.
Purtroppo, non ero arrivato come parte di una coppia.
Ero arrivato come terzo incomodo.
Al check-in, le cose peggiorarono ulteriormente.
Rick aveva prenotato per Rita una camera proprio accanto alla nostra.
Non solo vicina.
Comunicata.
C'era una porta interna che collegava le due camere.
Mi voltai verso di lui incredula.
"Dimmi che non è quello che penso."
"È comodo", rispose lui.
"Perché?" Persi il controllo. "Emergenze che coinvolgono uomini adulti che hanno bisogno delle loro madri?"
Rita sembrò subito offesa.
"Diana."
Persino Rick aggrottò la fronte.
"Modera i toni."
Avrei dovuto andarmene allora.
Invece, rimasi.
Continuavo a ripetermi che stavo esagerando.
Continuavo a ripetermi che ce l'avrei fatta.
Mi sbagliavo.
Ovunque andassi, Rita mi seguiva.
In piscina, commentò il mio costume da bagno.
A pranzo, interruppe ogni conversazione.
A cena, la nostra cena romantica si trasformò in una cena a tre perché Rick disse che sembravo sola a mangiare da sola.