Guardai di nuovo Daniel.
Rimase seduto in silenzio, in attesa, come se si preparasse al rifiuto.
"Non so cosa dire", ammisi.
"Va tutto bene", rispose dolcemente. "Non devi dire niente."
Rimanemmo in silenzio per un lungo istante.
Poi, senza pensarci, appoggiai la mano sul tavolo.
La mia mano coprì la sua.
Si bloccò.
"Ho perso mio marito", dissi a bassa voce. "E oggi... ho trovato una parte di lui che non sapevo esistesse."
I suoi occhi si riempirono di lacrime.
"Ho perso mio padre", disse. "Prima ancora di averlo veramente."
Mi si strinse la gola.
"Beh", sussurrai, abbozzando un piccolo sorriso tremante, "forse non dobbiamo perdere tutto."
Daniel sbatté le palpebre, sopraffatto dall'emozione.
"Sei sicura?" chiese.
Gli strinsi delicatamente la mano. «No», dissi sinceramente. «Ma sono disposta a provare.»
La cameriera passò sorridendo gentilmente.
«Il solito, Helen?» chiese.
Esitai per un attimo.
Poi guardai Daniel.
«Cosa preferisci?» chiesi.
Emise una piccola risata sorpresa.
«Ehm... pancake, credo.»
Annuii.
«Allora due porzioni di pancake», dissi.
La cameriera sorrise e si allontanò.