L'ottavo giorno mi svegliai con un sapore amaro in bocca e il cuore pesante. Non si trattava più solo di cibo. Si trattava di controllo.
Mihai era seduto al tavolo con un quaderno aperto. Quando mi vide, sorrise.
"Ho fatto un piano per te."
Fu allora che sentii qualcosa spezzarsi dentro di me.
"Un piano?" chiesi.
"Sì. Pasti pronti, niente spuntini. Passeggiate quotidiane. Due chili al mese. È realistico."
"Non ti ho chiesto di farlo."