Gli si bloccò il respiro in gola.
Conosceva quel segno.
Lo conosceva da tutta la vita.
Anche sua sorella minore ne aveva uno uguale: la stessa protuberanza, la stessa macchia. Da bambini, ne ridevano, chiamandola una piccola luna che la seguiva ovunque. Anni dopo, mentre la loro famiglia si sgretolava sotto il peso della rabbia e del dolore, lei aveva iniziato a nasconderlo sotto le sciarpe, come se coprirlo potesse cancellare tutto ciò che si era spezzato tra loro.
Era scomparsa dalla sua vita quasi vent'anni prima.
E ora, in piedi davanti ai suoi cancelli, c'era una ragazza con lo stesso identico segno: un segno che nessuna quantità di denaro, potere o preparazione avrebbe potuto cancellare.
"Chi sei?" chiese Victor, la voce tagliente che squarciò il silenzio mattutino prima che potesse addolcirsi.