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In cucina non era cambiato nulla. Mark si era seduto di nuovo a tavola, Eleanor continuava a mangiare e mia figlia continuava a lavare i piatti.
Cinque minuti dopo, qualcuno bussò alla porta. Sapevo che dopo quel bussare, niente sarebbe più stato come prima.
La porta si aprì e mio fratello, Victor, era lì davanti. Alto, in uniforme da poliziotto, calmo e composto. Non disse nulla di superfluo, ma la sua sola presenza cambiò l'atmosfera nella stanza.
Mi lanciò una breve occhiata, poi il suo sguardo si posò sul tavolo, su Mark ed Eleanor e infine su mia figlia.
"Va tutto bene?" chiese con voce calma e ferma.
Mark era chiaramente teso.
"Certo. Solo una semplice cena in famiglia", rispose troppo in fretta.
Eleanor si immobilizzò, con la forchetta in mano. Mia figlia, Alina, rimase in piedi davanti al lavandino, timorosa di voltarsi.