Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Eppure, certe domande non perdono forza con il passare degli anni: si fanno solo più flebili. Attendono pazientemente di trovare, un giorno, una risposta. Per Noah Carter, la scomparsa della sorella maggiore Lily non è mai stata un capitolo chiuso. Mentre tutti gli altri avevano imparato a convivere con l'incertezza, in lui persisteva la sensazione che mancasse un tassello fondamentale del puzzle. Quindici anni più tardi, un ritrovamento apparentemente insignificante lo ha condotto verso una verità che nessuno riteneva più possibile.
Quando Lily scomparve, Noah aveva appena dieci anni.
Lei aveva quattro anni più di lui; era la sua migliore amica e, al contempo, la persona che lo proteggeva sempre. Ogni mattina andava a scuola con lui, raccontando storie e cucendo piccoli fiori di stoffa bianca sulle loro giacche o borse. Spesso diceva, sorridendo:
«Così posso riconoscerli sempre.»
Quei fiori sarebbero poi diventati qualcosa che Noah non avrebbe mai potuto dimenticare.
Il giorno della sua scomparsa iniziò in modo del tutto ordinario.
Dopo la scuola, Lily aveva intenzione di fare un salto in biblioteca per poi tornare a casa.
Ma non vi fece mai ritorno.