Quando avevo sei anni, promisi al mio migliore amico, che ha la sindrome di Down, che saremmo andati insieme al ballo di fine anno. Dodici anni dopo, mia madre mi permise di andarci con lui, a una condizione.

Sorrise con orgoglio.

"E io ricordo le promesse."

La mamma fece un leggero rumore alle mie spalle.

Mi voltai.

Cravatte

Aveva gli occhi lucidi.

—Mamma?

—Alzati, Christina.

Questa volta non chiese.

Appena entrammo in camera mia, la mamma chiuse la porta.

Poi respinse l'attacco.

"Va bene. Ora mi stai davvero spaventando."

Mi affrontò.

"Puoi uscire con Noah stasera, ma solo a una condizione."

Condizioni di salute

La rabbia precedette la paura.

"Se questo è perché Noah ha la sindrome di Down, allora giuro..."

—NO.

"Ho diciotto anni."

—Lo so.

"È il mio migliore amico."

"Lo so anch'io."

Malattie genetiche

"Allora qual è il problema?"

La mamma strinse le labbra.

Non riuscì a parlare per diversi secondi.

Finalmente si sedette sul mio letto.

"Ti ricordi l'anno in cui tuo padre se n'è andato?"

La domanda mi lasciò perplessa.

"Cosa c'entra papà con il ballo di fine anno?"

"Niente."

Amicizia

"Allora perché ne stiamo parlando?"

"Perché quell'anno è successo qualcosa."