Per noi tu non esisti più

…E proprio in quel momento, la pesante porta di legno del ristorante si aprì con uno scricchiolio breve ma secco, attirando immediatamente tutti gli sguardi.

La mia guardia del corpo, Alex, entrò per primo.

Non era un uomo che passava inosservato: alto, con le spalle larghe e uno sguardo calmo ma freddo. Sembrava uscito da un film, non dalla mia vita. E la sua presenza lì, al tavolo della "famiglia perfetta", fece immobilizzare tutti, come sotto un'improvvisa ispezione.

"Sofia", disse, inclinando la testa, "è qui".