"Parlo nove lingue", ha affermato la giovane imputata.

Sua madre l'abbracciò, piangendo e singhiozzando, e Mariana, per la prima volta dopo mesi di tormenti, sentì spezzarsi le catene dell'ingiustizia.

Il pubblico scoppiò in un applauso fragoroso, e un anziano signore nelle ultime file mormorò, commosso: "È così che nasce la speranza".

E Mariana, con le lacrime agli occhi, alzò la fronte e sorrise per la prima volta, come un fiore rinato dopo una tempesta.

Quel giorno non fu solo una vittoria personale. Fu una lezione per tutti: che la verità, per quanto difficile, brilla sempre più delle bugie.

E che, proprio come nelle storie rumene in cui i piccoli e gli oppressi trionfano, Mariana, una ragazza semplice e irrequieta, scrisse la sua personale ballata di giustizia.