Elena cadde in ginocchio.
Si abbracciarono senza esitazione. Non c'era bisogno di spiegazioni. I loro corpi ricordavano ciò che il tempo aveva cercato di cancellare. Piangevano. Ridevano. Si stringevano l'una all'altra, come se avessero paura di lasciarsi andare.
Parlarono per ore. Di vite. Di perdite. Di amore. Sofía mostrò a Elena una bambola di pezza consumata che aveva trovato anni prima e che custodiva gelosamente, senza mai sapere perché fosse così importante.
In seguito, documenti ed esami confermarono ciò che entrambe già sapevano. La notizia si diffuse nel quartiere, non come pettegolezzi, ma come gioia.
Sofía decise di trasferirsi a Città del Messico per vivere con sua madre. Il panificio risuonò di nuovo di risate. Elena imparò a mandare messaggi. Sofía imparò a fare il pane dolce.
Un anno dopo, tornarono insieme a Puerto Vallarta. Mano nella mano, passeggiarono sul lungomare e gettarono fiori bianchi in mare. Non per dirsi addio, ma per simboleggiare la pace.
Elena sorrise, consapevole di questa verità.
Anche dopo la più lunga assenza, a volte l'amore torna a tormentarci.