La storia continua

Subito dopo quella scena in cucina, seguirono giorni strani. Helena si chiuse in silenzio: niente lacrime, rimproveri, urla. Solo il rumore dei tacchi al mattino, quando Łukasz usciva per andare al lavoro, e un tranquillo "Prenderò solo una tazza di tè" ogni sera. Ma Klara lo sapeva: la tempesta non era ancora passata. Il terzo giorno, tutto ricominciò. Klara tornò a casa prima del solito e trovò Helena in salotto. Era seduta con grazia sul divano, intenta a sfogliare delle carte sparse sul tavolino. "Cos'è questo?" chiese Klara con calma, sebbene dentro di sé tremasse. "Sto controllando le bollette", rispose Helena con quel tono che preannunciava sempre un disastro. "È incredibile quanto spendi per il cibo e per le sciocchezze che compri. Io gestirei la casa con molta più saggezza." "Sono le mie bollette", disse Klara con tono fermo. "Quindi, per favore, non occupartene tu." Helena sospirò rumorosamente e si alzò. "Tesoro, voglio solo aiutarti. Tu e Łukasz non sapete risparmiare." In quel momento, Łukasz entrò. Capì subito cosa stava succedendo e cercò di sorridere. "Mamma, per favore, non toccare i documenti. Klara può gestire tutto da sola." Lo sguardo di Helena si indurì. "Stai dalla sua parte?" chiese a bassa voce, con tono velenoso. Łukasz si bloccò. "Mamma, non ci sono parti..." iniziò. "Sì che ci sono!" sbottò lei. "Ho vissuto la mia vita! So dove porta l'indifferenza di una donna!" Si rivolse a Klara. "Anche tu sei così: fredda, calcolatrice."