Il milionario finse di essere un bidello, finché non vide cosa aveva fatto a suo figlio autistico.

La sua voce era calda ma riservata. Aveva le mani di un uomo che non solo lavora, ma pensa anche. Elena non sapeva perché, ma qualcosa in lui le infondeva pace.

Nei giorni successivi, il bambino iniziò ad avvicinarsi a lei. Un giorno, Elena gli mostrò come dipingere con le dita. Luca rise per la prima volta, una risata leggera, breve, ma sincera.

Allora Radu non poté fare a meno di avvicinarsi e sedersi accanto a loro.

"Posso provare anch'io?" chiese, fingendo semplice curiosità.

Elena sorrise. "Certo. Prendi il pennello."

L'uomo le porse la mano e, per un istante, Luca lo guardò dritto negli occhi. Qualcosa si spezzò nell'anima del padre. Aveva aspettato questo momento per anni.

Quella sera, Elena lo sorprese in cortile, spingendo lentamente la sedia a rotelle del bambino. Niente tuta, niente mascherina, solo capelli grigi e uno sguardo gentile.