Il giudice Calder si sporse in avanti, appoggiando i gomiti sul banco e tenendo con cura la pergamena ingiallita. Nell'aula calò un silenzio tale che il rumore della pioggia battente contro le alte finestre ad arco sembrò un rullo di tamburi.
«Signor Hollis», disse il giudice Calder, la sua voce che riecheggiava nella sala di marmo, «può spiegare a questa corte perché l'atto costitutivo originale, i brevetti di proprietà intellettuale e il 100% delle azioni con diritto di voto della Hollis Transit Systems sono registrati a nome di Clara Elizabeth Lane?»
Il sorriso beffardo di Adrian si congelò. Un'improvvisa, violenta immobilità lo pervase.
«Cosa?» sussurrò Adrian, la voce appena udibile.
Il suo avvocato principale, Russell Crane, si alzò di scatto. «Vostro Onore, dev'essere un errore di trascrizione o una bozza obsoleta! Il mio cliente è il fondatore e amministratore delegato. Ha costruito la Hollis Transit da zero durante il loro matrimonio!»
«Questa non è una bozza, signor Crane», rispose freddamente il giudice Calder, voltando pagina. «Questo è l'originale, autenticato da un notaio, depositato presso lo Stato due anni prima che il suo cliente sposasse la signora Lane. Include il brevetto federale originale per l'algoritmo di pianificazione automatica dei percorsi della flotta che costituisce l'intera spina dorsale tecnologica dell'azienda del suo cliente.»
Paige Ellison sussultò, allontanandosi da Adrian come se fosse diventato improvvisamente contagioso.
«Adrian...» sibilò Paige tra sé. «Di cosa sta parlando?»
Adrian non le rispose. Rimase seduto immobile, a fissarmi come se vedesse una completa sconosciuta per la prima volta.