Un'infermiera baciò un uomo d'affari in coma perché pensava che non si sarebbe mai più svegliato, ma pochi secondi dopo lui aprì gli occhi e l'abbracciò.

Un addio rapido, stupido e silenzioso.

Un bacio che nessuno avrebbe sospettato.

Mi sporsi in avanti: le mie labbra sfiorarono appena le sue.

Caldo. Vero. Falso.

Mi ritrassi di scatto, con il cuore che batteva all'impazzata, e già mi detestavo.

Poi...

La sua mano si mosse.

Parte 4 - La presa impossibile
All'inizio, pensai che fosse un riflesso. Un tic. Una crudele reazione di stanchezza.

Ma poi le sue dita si strinsero.

Intorno al mio polso.

Ansimai.

"Signor Duval?" sussurrai. "Henry... mi sente?"

Le sue palpebre tremolarono.

Lo schermo iniziò a lampeggiare sempre più velocemente - bip bip bip - come se tutta la stanza fosse nel panico.

Poi, con una forza quasi soprannaturale, alzò il braccio e me lo mise intorno alla vita, tirandomi a sé come se sapesse esattamente dove mi trovassi. Come se mi avesse aspettato.

Rimasi immobile.

Per un attimo, mi sembrò che il tempo si fosse squarciato: rimasi sospesa tra paura e stupore, tra "È impossibile" e la terrificante realtà che lo era.

Parte 5 – Occhi aperti, nome pronunciato
Finalmente suonarono gli allarmi.

Barcollai indietro e premetti il ​​pulsante di chiamata d'emergenza.

Passi. Voci. Un fruscio di corpi nella stanza.

I medici si precipitarono nella stanza finché uno di loro non si fermò di colpo.

Perché gli occhi di Henry erano aperti.

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