Mentre ero al lavoro, mio ​​marito ha chiamato per vantarsi di aver ereditato milioni e mi ha detto di andarmene immediatamente. I documenti per il divorzio mi aspettavano a casa. Li ho firmati con calma, gli ho sorriso e gli ho detto: "Buona fortuna, ne avrai bisogno".

Avery Dawson credeva che l'amore andasse conquistato, con pazienza, dedizione e incrollabile lealtà.

Per dodici anni era rimasta accanto a suo marito, Scott Miller, sostenendolo nella sua carriera di consulente nel centro di Chicago. Si era convinta che la stanchezza, la distanza emotiva e la crescente freddezza tra loro fossero solo momenti temporanei, inevitabili in ogni matrimonio lungo.

Le mancavano le cene tranquille, gli anniversari dimenticati e il tono sommesso che si insinuava nella voce di Scott ogni volta che menzionava il suo umile lavoro di coordinatrice artistica di comunità. Nel profondo, però, si aggrappava ancora al ricordo del giovane che un tempo le aveva stretto la mano promettendole che sarebbero invecchiati insieme.