Patricia mi ignorò completamente.
Invece, mise una mano sulla spalla di Lily e iniziò a condurla verso il corridoio.
"Patricia," dissi bruscamente, "non toccarla."
Lily sembrava confusa.
"Mamma?"
Mi alzai immediatamente.
Ma prima che potessi raggiungerle, Patricia spinse Lily fuori dalla porta, in soggiorno.
Nella stanza calò il silenzio.
In quel preciso istante, Daniel rientrò in casa dopo aver risposto a una chiamata di lavoro.
Vide Lily piangere.
E qualcosa cambiò sul suo volto.
Non era rabbia.
Qualcosa di più freddo.
Più deciso.
Andò dritto da Lily, si inginocchiò accanto a lei, le asciugò le lacrime e le prese la mano.
Poi tornò in sala da pranzo.
Guardò ognuno dei presenti a tavola.
Infine, guardò sua madre.
"I miei veri figli?" chiese con calma.
Nessuno rispose.
«Permettetemi di chiarire una cosa.»
La sua voce rimase ferma.
«Lily è mia figlia.»
Patricia impallidì.
Daniel continuò:
«È diventata mia figlia il giorno in cui ho deciso di amarla, proteggerla ed esserci per lei. Chiunque creda che i legami di sangue contino più dell'amore può andarsene subito dalla mia cena di compleanno.»
PARTE 2