«Siediti vicino al finestrino, tesoro. Ti aiuto con la valigia.»
Valeria si bloccò.
Sbirciò lungo il corridoio e lo vide. Alejandro. Suo marito da cinque anni. Un impeccabile abito grigio, un orologio costoso, il sorriso di un uomo sicuro di sé, convinto che nessuno potesse toccarlo. Di fronte a lui sedeva Renata, la sua assistente ventiseienne, la stessa che alla festa aziendale gli si era aggrappata troppo forte, aveva riso troppo forte e gli aveva toccato il braccio come se le appartenesse già.
Renata indossava un cappotto beige che Valeria ricordava di aver visto in una foto in ufficio. Si sedette in prima classe con una noncuranza quasi offensiva, come qualcuno che occupa un posto che crede di essersi guadagnato.
Valeria non urlò.
Non pianse.
Non fece una scenata.
Osservò.
Durante il decollo, Alejandro le prese la mano. Quando il segnale delle cinture di sicurezza si spense, Renata si sfilò i tacchi e appoggiò la testa sulla sua spalla. Pochi minuti dopo, si accoccolò sulle sue ginocchia, coperta da una coperta da aereo, mentre Alejandro le accarezzava i capelli con una tenerezza che Valeria implorava da mesi a casa.
Un'assistente di volo si avvicinò.
"Signore, sua moglie desidera qualcosa da bere?"
Alejandro non la corresse.
"Acqua minerale, per favore", rispose.
In quel momento, il cuore di Valeria non si spezzò. Si indurì.
Si alzò lentamente, si lisciò la giacca blu scuro e si diresse verso la prima classe. I suoi tacchi risuonarono leggermente, ma per Alejandro furono come colpi di pistola.
Quando la sua ombra gli si posò addosso, lui alzò lo sguardo.
Impallidì.
Renata si raddrizzò di scatto.
Valeria sorrise senza gioia.
"La tua nuova moglie sembra così giovane, Alejandro."
Aprì la bocca, ma non ne uscì una parola.
Poi Valeria tirò fuori il cellulare, scattò una foto della scena e compose il primo numero che avrebbe cambiato tutto.
E nessuno su quell'aereo avrebbe potuto immaginare cosa stesse per accadere…
PARTE 2
«Alejandro, hai tutta la durata di questo volo per inventarti una bugia che salverà il tuo matrimonio, il tuo lavoro e il tuo conto in banca.»
Valeria lo disse a bassa voce, quasi con eleganza. Ecco perché era così terrificante.
Alejandro cercò di afferrarle il braccio.
«Non fare scenate, per favore. Ci stanno guardando.»
Valeria si guardò intorno. Un uomo con un portatile faceva finta di digitare. Una donna con gli occhiali abbassò la rivista per sentire meglio. L'assistente di volo, la stessa che aveva chiamato Renata sua moglie, se ne stava immobile vicino alla tenda.
«Che strano», disse Valeria. «Non eri preoccupato di tradirmi. Eri preoccupato che ti vedessi.»