Mio padre mi ha cucito un vestito con l'abito da sposa della mia defunta madre per il ballo di fine anno del liceo: la mia insegnante ha riso finché non è arrivato l'agente

Fu allora che iniziai a piangere sul serio.

Posò il vestito e attraversò la stanza in due passi. "Ehi, Syd. Se non ti piace, non ti piace, tesoro. Possiamo ancora..."

"Non mi dispiace."

La mia voce si incrinò così tanto che smise di parlare.

Iniziai a piangere sul serio.

Toccai i fiori blu con dita tremanti. "Bellissimi."

Poi i suoi occhi iniziarono a brillare, segno che le mie condizioni erano peggiorate.

Papà si schiarì la gola. "A tua madre sarebbe piaciuto tantissimo essere lì. Non potevo darti questo." Guardò il vestito, poi di nuovo me. "Ma ho pensato che forse avrei potuto lasciarti portare con te un pezzo di lei."

Gli gettai le braccia al collo così forte che emise un gemito.

Mi abbracciò a sua volta e mi sussurrò tra i capelli: "Calma, ragazza. Il tuo vecchio è fragile."

"A tua madre sarebbe piaciuto tantissimo essere lì."

«Non sei fragile.»

Si allontanò e mi guardò. «Prova, ragazzina.»

***

Quando uscii con quell'abito, mi fissò.

«Che c'è?» chiesi.

Sbatté le palpebre velocemente. «Niente. Semplicemente... sembri una che dovrebbe avere tutto ciò che di buono c'è al mondo.»

Quelle parole mi fecero quasi venire le lacrime agli occhi.

«Prova, ragazzina.»

***

La sera del ballo era calda e serena.

Lila si bloccò quando mi vide.

Il suo accompagnatore disse: «Wow», che interpretai come un segno di rispetto.

Anche io mi sentivo diversa entrando nella sala da ballo dell'hotel: non ricca, non cambiata, solo... che cercavo di non crollare. Come se in qualche modo portassi con me entrambi i miei genitori. L'abito di mia madre, plasmato dalle mani di mio padre.

Per un solo istante, mi permisi di sentirmi bella.

Poi la signora Tilmot mi notò.

Lila si bloccò quando mi vide.