Mio marito ed io stavamo preparando le valigie per le vacanze, che avevamo finanziato con un prestito ottenuto il giorno prima.

Guardai Logan. Canticchiava tra sé e sé, piegando camicie con la sicurezza di un uomo convinto che i problemi degli altri fossero anche i suoi.

"Che succede?" chiesi a bassa voce.

"Non posso parlarne al telefono", disse Maya. "Ma è importante. La prego di venire in filiale domani mattina presto."

"Domani è il giorno... partiamo domani", dissi in fretta. "Il nostro volo..."

"Capisco", mi interruppe, gentilmente ma con fermezza. "La prego di venire da sola. E non dirlo a suo marito."

Sentii la pelle delle braccia formicolare.

"Perché non dovrei dirglielo?" sussurrai.

Ci fu una pausa, una di quelle pause che indicano: scegliamo le parole con cura perché la situazione potrebbe diventare pericolosa.

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