Poi le sue parole si confusero in un groviglio indistinto. Riuscivo ancora a sentirla parlare, ma non capivo nulla. Non riuscivo proprio a capacitarmi del fatto che stesse con il mio ex marito, un uomo che ora aveva quarant'anni e sedici più di lei. Mi sembrava sbagliato sotto ogni punto di vista. Lei non aveva niente a che fare con lui.
Ho provato a dire qualcosa, a stemperare la situazione, ma lei ruppe il mio silenzio con un ultimatum, di quelli che solo i figli possono dare ai genitori. Era tagliente, privo di emozioni, e testimoniava l'incrollabile certezza delle giovani donne quando credono di difendere l'amore invece di ripetere un ciclo già visto.
"O lo accetti", disse, "oppure ti taglio fuori dalla mia vita".
Ero paralizzata. Avrei dovuto urlare, supplicare, fare qualcosa, ma non l'ho fatto. Perderla non era un'opzione. Non dopo tutto quello che avevamo passato.
Così ho inghiottito ogni istinto, ogni ricordo, ogni avvertimento dentro di me, e ho mentito.