La verità dietro il silenzio

Una promessa rassicurante

Mio figlio minore, Jun, lavorava all'estero. Era partito con gli occhi pieni di sogni e la promessa di tornare un giorno.

Ogni mese, puntualmente, mi chiamava.

"Mamma, come stai oggi? Hai mangiato bene? Prendi le medicine?"

La sua voce era dolce. Preoccupata. Affettuosa.

Poi, come per un rituale, aggiungeva sempre:

"Non preoccuparti per i soldi. Ti mando qualcosa ogni mese. Dovresti riuscire a vivere comodamente."

Sorridevo, anche quando non poteva vedermi.

"Grazie, figlio mio... prenditi cura di te laggiù."

Le sue parole erano come una calda coperta d'inverno. Mi rassicuravano.

Ma i mesi passavano...

E non succedeva nulla.

Nemmeno un dirham.

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