Quell'anno compii 69 anni.
Sessantanove inverni, sessantanove estati… e altrettanti ricordi che a volte sembravano più pesanti del mio stesso corpo. Le mie mani tremavano un po' più del solito, i miei passi erano più lenti e i miei capelli, un tempo neri come la notte, erano diventati quasi completamente bianchi.
Dalla morte di mio marito, il silenzio aveva preso uno strano posto nella mia vita. Non faceva rumore, ma pesava su ogni cosa: sui muri, sui mobili, sui ricordi.
Vivevo con mio figlio maggiore e sua moglie nella nostra piccola casa in campagna. Una casa che avevo visto costruire pietra dopo pietra. Una casa dove avevo cresciuto i miei figli. Una casa che pensavo sarebbe stata un rifugio.
Ma col tempo… era diventata qualcos'altro.
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