«Abbiamo chiamato una volta», ammise. «L'infermiera la stava cercando ma non riusciva a trovarla. Data l'urgenza, siamo intervenuti con l'adulto presente e cosciente.»
«Tutto qui?» La mia voce uscì più aspra di quanto volessi.
L'espressione del medico si indurì. «La bambina aveva bisogno di cure.»
Guardai Sophia. Il suo piccolo viso riposava serenamente sul mio petto. Anche prima di sentire il suo pianto, aveva già vissuto qualcosa di doloroso.
E poi arrivò la rabbia.
Guardai prima il medico. «Questo ha evitato che la mia bambina fosse in grave pericolo?»
Annuì. «Sì.»
Feci un respiro profondo. «Allora le sono grata per averla curata.»
Kendra emise un respiro tremante, come se pensasse che la stessi lasciando andare.
Mi voltai verso di lei.
«E credo che lei volesse aiutare...»
Iniziò a piangere.
Ma io non la fermai. "...Ma avete comunque preso una decisione che sarebbe dovuta spettare a noi."
L'espressione di Kendra si contrasse. "Lo so."
"No, non credo proprio." Mi voltai verso il dottore. "A che punto avete deciso che non ero sua madre?"