«In qualità di nonna dello sposo», annunciai, con una voce che emanava una calma autorevolezza che celava il caos che stavo per scatenare, «ho un regalo di nozze molto speciale per la mia nipotina».
Un mormorio di costernazione si levò tra gli invitati. Lo ignorai. Il mio sguardo si posò sul mio avvocato, il signor Chen, seduto discretamente in una panca laterale. Gli feci un leggero cenno con la testa. Lui ricambiò con un'espressione seria e professionale e sollevò un piccolo telecomando.
L'enorme schermo dietro l'altare, che fino a poco prima proiettava una romantica presentazione di diapositive della felice coppia, si accese. La bomba era stata attivata.
4. La presentazione del crimine
L'immagine che apparve sullo schermo non era quella di Daniel e Isabella che passeggiavano sulla spiaggia. Era una foto cruda e professionale di Isabella. Sotto, in caratteri maiuscoli e ufficiali, c'era la scritta: RICERCATA: ARIZONA.
Isabella Dubois non era sulla lista. Era Sophia Rossi. Accusa: Frode e Gravame
Arceria.
Un sussulto collettivo di sorpresa risuonò nella cattedrale. Prima che qualcuno potesse elaborare lo shock, l'immagine cambiò. Un'altra foto, lo stesso bel viso. Questa volta, la scritta recitava: RICERCATA: STATO DELLA FLORIDA. Il suo nome era Chloe Martin. Accusa: Bigamia.
Poi apparve un'altra immagine. E un'altra ancora. Un portfolio di alias, una galleria di crimini. Lo stesso volto, collegato a nomi diversi, truffe diverse, una scia di cuori infranti e conti bancari vuoti in tutto il paese. Mio nipote non era la sua prima vittima facoltosa, solo un'altra.
Il silenzio nella sala era assoluto, una fitta e pesante coltre di incredulità e orrore. Isabella rimase immobile all'altare, il volto una grottesca maschera di shock, il suo matrimonio perfetto trasformato in un'esecuzione pubblica.