Ogni passo echeggiava forte nella casa vuota, come se persino le pareti stessero ascoltando.
"Dov'è?" chiese, la voce roca e tesa per tutto ciò che aveva represso.
Ci fu un breve silenzio.
Poi la donna rispose.
Non tornerà.
Un brivido gli percorse il corpo.
"Cosa intendi... che non tornerò?"
La donna respirò lentamente, come se scegliesse attentamente le parole.
Se n'è andato. Ma non nel modo in cui pensi.
Il suo cuore iniziò a battere più forte.
"Smettila con questi discorsi criptici", sbottò, la pazienza che cedeva alla pressione della paura e della stanchezza. "Dimmi chiaramente cosa sta succedendo."
La donna annuì.
Poi frugò nella borsa ed estrasse una spessa cartella.
Sembrava difficile. Importante. Definitiva.
"Prima... c'è qualcosa che devi capire", disse a bassa voce. «Non sono la sua amante.»
Quelle parole sembrarono gelare l'aria.
«Cosa...?»
Non mi ero mai sentita così.
Un pesante silenzio calò tra di loro.
I bambini guardarono confusi prima un adulto e poi l'altro, percependo una tensione che non riuscivano a comprendere.
«Che cosa è successo?» chiese la madre, con voce tremante.
La donna si avvicinò e posò la cartella sullo spazio vuoto accanto a loro.
Una trappola.
Lo shock fu immediato.