Dopo avermi abbandonato dieci anni prima, i miei genitori si presentarono improvvisamente davanti al mio ufficio. "La famiglia aiuta la famiglia", disse mia madre. "Tuo fratello ha bisogno di 100.000 dollari per il suo matrimonio". Scoppiai a ridere alla parola "famiglia" e dissi loro di andarsene. Mio padre si avvicinò e sussurrò: "Non costringermi a dire ai media cosa sei veramente: un ingrato". Dimenticarono una cosa: a venticinque anni ero un milionario che si era fatto da solo. E quello che feci dopo trasformò quella minaccia nel più grande errore della loro vita.

Capitolo 1: Un incontro indesiderato
Il silenzio al quarantacinquesimo piano della Meridian Tower aveva un prezzo elevato. Era un silenzio che si poteva ottenere solo con vetri tripli, vetri antiproiettile e un'architettura insonorizzata. Qui, Manhattan non ruggiva; ronzava, una vibrazione a bassa frequenza che sembrava più un'esplosione di energia che un rumore.

Io, Alexandra Vance, sedevo al centro di questo frastuono. Il mio ufficio era un esempio di minimalismo e controllo: cromo, vetro e pelle bianca. L'unico elemento di disordine era la pila di documenti davanti a me: i documenti per l'acquisizione di Stellar Tech. Quest'accordo era il mio capolavoro, il tassello finale di una strategia quinquennale per consolidare la posizione di Vance Dynamics come leader indiscusso del mercato dell'intelligenza artificiale. Se avessi firmato quei documenti, la valutazione della mia azienda avrebbe superato i dieci miliardi di dollari.